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2008/4/30 2012: ciclo solare ANOMALO![]() 30 aprile 2008: ore 10:38. La previsione sull'attività solare è ancora agli inizi, i modelli matematici (ed anche gli studi fisici alla base di essi), non sono ancora in grado di capire bene le variabili che influenzano l'attività della nostra Stella. Per cui anche le previsioni sul prossimo ciclo sono piuttosto incerte. Potrebbe esserci infatti il massimo di sempre, come annunciato già da alcuni anni, con la "punta" di attività prevista per il 2012, oppure un ciclo che passa piuttosto in sordina, di intensità debole, forse la più debole degli ultimi decenni. In ambedue i casi l'influenza sul clima della Terra potrebbe essere notevole: già si è rimasti stupiti per il ritardo nell'inizio del nuovo ciclo che doveva verificarsi verso la fine dello scorso anno. Cominciano ad arrivare "prove" che nel 2012 ci sarà qualcosa di ANOMALO ed imprevisto da parte della nostra Stella! Si è sempre creduto (dai pochi dati che abbiamo) che sarebbe stato un picco "unico" ma data l'imprevedibilità e la nostra scarsa conoscenza ci si prospettano 4 anni di intenso studio. I segnali da cogliere sono molti e troppo spesso contrastanti: abbiamo visto che l'intero sistema solare si sta surriscaldando ma un'assenza prolungata dimacchie solari potrebbe portarci sull'orlo di un'era glaciale... I poli si stanno sciogliendo , la Terra è in un momento di mutazione... e noi ci siamo sopra....
2008/4/28 LA FABBRICA DELLE ILLUSIONI
Questa gamma di frequenza del mondo fisico è controllata e manipolata dall'esterno, da un'altra gamma di frequenza o densità, ( quarta dimensione). Come nel film Matrix, gli "agenti" di questa forza arrivano in questo mondo per illuderci e manipolarci - come gli Uomini in Nero provenienti da un'altra dimensione. Lo fanno manifestandosi apertamente, con l'aiuto di rituali satanici, o occupando e impossessandosi delle stirpi più vicine a loro - le stirpi degli Illuminati. Alcuni di questi "agenti" sembrano capaci di compiere atti miracolosi. Ma in realtà quegli atti non hanno nulla di miracoloso. È soltanto che essi si avvalgono di nozioni di fisica e di energia che ci sono state sistematicamente precluse. Essi sanno che questo mondo non è solido, ma solo che appare tale. Tutto, da un refolo d'aria a una goccia di pioggia, a una montagna a un camion di dieci tonnellate è energia che vibra. Osservate qualsiasi cosa al microscopio, non importa quanto densa e "solida" essa possa apparire, e vedrete che si tratta semplicemente di energia che vibra. Più lentamente vibra, più solida quella cosa apparirà, più veloce vibra, più sarà invece eterea e trasparente, finché la velocità non va oltre i nostri sensi e quella cosa "sparisce". Osservate una semplice ruota di un carro. Quando gira lentamente i raggi sembrano molto solidi. Ma quando la velocità aumenta quei raggi diventano una visione sfuocata e non sono più "solidi". Anzi possono persino dare l'illusione di muoversi in senso contrario rispetto al movimento del carro. Le illusioni ottiche sono semplici espressioni della Grande Illusione. (…) 2008/4/26 2012: CATASTROFE MONDIALE?Ragazzi, vi propongo un altro dei tanti articoli che parlano del 2012 per avere un'idea più chiara di quello che si presuppone dovrebbe succedere..E TUTTO BASATO SU DATI SCIENTIFICI: NON C'E' NULLA DI INVENTATO!! Poi giustamente ognuno è libero di credere o meno...allora buona lettura e fatemi sapere che ne pensate!
Il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.
Detta così è sicuramente brutale ma, senza affidarci ad inutili giri di parole, i fatti dovrebbero proprio essere questi. Molti di voi avranno già sentito parlare dei probabili eventi legati all’anno 2012. La Terra avrebbe iniziato la sua fase di rallentamento già intorno agli anni ’60 del novecento (primi rilevamenti effettuati), un rallentamento iniziale di portata sicuramente infinitesimale, ma che comunque è stato taciuto. Questa lenta frenata avrebbe un andamento esponenziale e non lineare, perciò si avrebbe una fase iniziale del rallentamento quasi “nulla” ed una finale molto accentuata. In pratica, se disegnassimo su un piano cartesiano gli anni sull’asse x e la velocità di rotazione sull’asse y, otterremmo una linea appena inclinata che va dall’anno 1960 fino al 2002 circa, cioè pari ad un lievissimo rallentamento, mentre dal 2003 al 2012 vedremmo la linea incurvarsi velocemente fino a orientarsi verticalmente, cioè fino alla totale fermata. Questo giustificherebbe l’ignoranza di quasi tutta l’umanità in proposito. Per chi non è munito dei giusti mezzi di misurazione, un minuto in più o in meno nell’arco di un anno fa poca differenza. Nell’epoca attuale, però, ci troviamo a perdere ormai alcuni minuti ogni anno, ovvero i giorni si stanno allungando, ma la disattenzione umana unita al sofisticato sistema di occultazione, ne rendono difficile il rilevamento. Abbiamo provato a misurare con metodo empirico, non avendone altri a disposizione, il rallentamento della rotazione terrestre. Dal luglio dell’anno 2004 al luglio dell’anno 2005, secondo le nostre osservazioni, la Terra ha rallentato di circa 3 minuti. E dal luglio dell’anno 2005 al luglio dell’anno 2006 di circa 5 minuti. Si prevede che le conseguenze più importanti nei due/tre anni che precederanno e seguiranno l’anno 2012, saranno soprattutto di carattere meteorologico e sismico. Per via dell’anomalo riscaldamento e raffreddamento della crosta terrestre, dovuto ai giorni e alle notti più lunghe, il clima subirà un temporaneo stravolgimento a causa del quale potremo avere piogge e venti di grande entità (cosa che in piccola parte si sta già verificando). I mari e gli oceani potrebbero straripare dai loro attuali confini in conseguenza alla repentina frenata della rotazione e all’assestamento della crosta terrestre, cosa quest’ultima che darà origine inoltre a eventi tellurici di grandi proporzioni. Per il genere umano sarà un duro colpo, ma come è già avvenuto a cadenze regolari nelle epoche del passato, gran parte dell’umanità sopravvivrà. Per quanto ci risulta le uniche notizie attendibili straordinariamente concordanti tra loro, e alle quali noi ci sentiamo di dare credito, ci vengono dagli antichi popoli e da tutti i messaggi che ci hanno lasciato. Da ogni civiltà progredita del passato, lontane tra loro anche migliaia di chilometri, ci arriva un preciso monito a metterci in guardia sul nostro destino legato a questo importante passaggio epocale. “… Il secondo scenario, che la logica può aiutarci a ricostruire, è molto più cupo e forse meno accettabile, soprattutto da coloro i quali vedono nella nostra civiltà l’unica che abbia raggiunto un certo grado di sviluppo intellettuale e tecnologico. La mitologia e la tradizione sono stati il veicolo di trasmissione per un messaggio di avvertimento, una specie di S.O.S per la nostra civiltà, per metterci in guardia da qualcosa di ciclico, che a ritmi lontani, ma precisi, deve tornare a colpire la nostra cara Terra. L’antica civiltà umana, che abitò la terra ben 13.000 anni or sono, venne sconvolta da una serie di terrificanti e devastanti cataclismi, che colpirono il nostro pianeta in maniera repentina ed istantanea…” da: “Il codice degli dei” di Giorgio Terzoli. 2008/4/21 DESIDERIOC'è un posto sospeso tra il cuore di donna e l'universo, e nel silenzio assoluto. Ovattato di radiosa luce, i pensieri si immergono fino ad impallidire. Insignificati universi, trasparenti bolle sospese nel vuoto, così sono i miei desideri. Sono gocce di pensieri racchiuse in un sogno. Desiderio di vita, di colori, di suoni, di sospiri sognanti: desideri intriganti. Desiderio di buono, di dolce, di bello di questo, di quello di tutto. Il desiderio ha proprio la funzione di cercare sempre qualcosa di nuovo, è come un motore in continua azione, che da una parte ci permette di rapportarci alle cose e dall'altra è una fonte di costante insoddisfazione. Ambiguo come tutto, è l'emblema e l'essenza della vita. Parte della nostra sofferenza la troviamo proprio nel desiderio. 2008/4/13 SE MUOIONO LE APILIVORNO. «Se l´ape scomparisse dalla faccia della terra – diceva Albert Einstein - all´uomo non resterebbero che quattro anni di vita», una profezia che si tinge di inquietudine, visto che la moria delle api è diventata un problema mondiale, che riguarda da vicino l’agricoltura e la biodiversità, per l’indispensabile opera di impollinazione svolta da questi insetti. Il fenomeno è presente anche in Italia, uno dei maggiori produttori di miele di qualità del Pianeta, dove lo scorso anno sarebbero morte tra il 30 e il 50% delle popolazioni degli alveari, una cifra da estendere anche al resto dell’apicoltura europea. Negli Usa la situazione è ancora più drammatica ed è stato coniato un acronimo apposta per definirla:Ccd (Colony Collapse Disorder), in alcuni territori dell’America gli alveari sono stati devastati, con mortalità del 60 70%. Per discutere di questa emergenza planetaria pressoché sconosciuta al grande pubblico che consuma miele a colazione (magari quello adulterato cinese, che di api non ne ha bisogno), l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat) ha organizzato oggi a Roma il workshop “Sindrome dello spopolamento degli alveari in Italia: approccio multidisciplinare alla individuazione delle cause e delle strategie di contenimento”, al quale sono intervenuti i massimi esperti italiani di apicoltura. L’Apat spiega che l’incontro «è servito soprattutto alla promozione della ricerca sul fenomeno e le sue cause, visto che sul tema esistono ancora pochi studi attendibili; l’Apat ha proposto anche la realizzazione di un Focal Point, per raccogliere e condividere i dati, oltre che promuovere e coordinare le attività volte alla conoscenza e al contenimento del problema. Si è parlato in particolare della situazione italiana, con un confronto tra ricercatori e rappresentanti delle associazioni di categoria e della pubblica amministrazione, alla ricerca di soluzioni condivise: tra le azioni prioritarie che si vogliono intraprendere, il monitoraggio del territorio per avere una stima attendibile della perdita di api in termini quali-quantitativi, la promozione della ricerca sulle malattie e i fattori ambientali che causano la perdita delle colonie, nonché la definizione di criteri affidabili per prevenire ulteriori morie». Comunque e qualunque siano le cause, l’Apat spiega che «Le conseguenze non si limitano alla strage di insetti, con grave perdita di quella biodiversità la cui conservazione è sempre più fondamentale, ma possono ripercuotersi pesantemente su tutta l’agricoltura italiana, per l’insufficiente impollinazione delle piante, che può portare a una forte riduzione del raccolto. In Italia è stato calcolato che l’apporto economico dell’attività delle api al comparto agricolo è di circa 1600 milioni di euro l’anno (pari a 1240 euro per alveare). Considerato che nel 2007 sono stati perduti circa 200mila alveari, si evince che la perdita economica per mancata impollinazione si è aggirata sui 250 milioni di euro. Il problema è maggiormente sentito nel Nord del Paese, dove si sono persi fino alla metà degli alveari; danni pesanti anche al Centro, mentre le cose sembrano andare meglio nel Mezzogiorno». In relazione alle dichiarazioni di APAT relative al nesso tra l’utilizzo di agrofarmaci e la moria delle api, Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica – desidera precisare che «le cause della moria delle api sono molteplici, tra le quali rientrano ad esempio la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali virus e Nosema, i cambiamenti climatici, l’inquinamento elettromagnetico. Tra queste concause l’impiego di agrofarmaci è solo un’ipotesi tra le altre». Al momento non esistono evidenze scientifiche, spiega Agrofarma «che dimostrino un nesso di causa effetto tra l’impiego di agrofarmaci e lo spopolamento degli alveari. Anzi, secondo due importanti studi non esiste alcun legame tra agrofarmaci e moria di api. Ulteriori ricerche hanno dimostrato che i residui di agrofarmaci eventualmente presenti nel nettare e nel polline sono normalmente inferiori ai 5 ppb (5 parti per miliardo) mentre gli effetti letali per le api sono possibili solo per quantità ben al di sopra di questa soglia». Agrofarma ricorda infine lo sforzo costante nella promozione dell’uso consapevole e corretto dell’agrofarmaco, al quale si aggiungono gli incessanti investimenti in ricerca e sviluppo per la produzione di agrofarmaci sempre più evoluti e compatibili con l’ambiente.
2008/4/12 sogni irrealiSOGNI IRREALI"""...ti e' mai capitato di fare un sogno cosi' reale da pensare che fosse la vita vera? E cosa sarebbe accaduto se non fossi riuscito a svegliarti? Saresti in grado di riconoscere la differenza tra il mondo dei sogni e quello reale?...""" (tratto da: Morpheus dal film "The Matrix"). 2008/4/7 ti penso sempre....Guardami nell'anima se vuoi capire cosa penso... 2008/4/2 IL DOTTORE HA DETTO CHE DEVI MORIREIL DOTTORE HA DETTO CHE DEVI MORIRE
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